Blue Note :
Blue Note è la rubrica musicale di Radio Zoostation dove troverete recensioni, news ed anteprime musicali. La puntata di oggi è completamente dedicata alla recensione dell'ultimo cd della band islandese dei Sigur Ros, Takk. Ascoltando la puntata di Radiozoostation tramite l'mp3 o il feed Rss potrete ascoltare un'anteprima di 30 secondi di ciascuna canzone.
Tracklist:
Takk…
Glósóli
Hoppípolla
Með blóðnasir
Sé lest
Sæglópur
Mílanó
Gong
Andvari
Svo hljótt
Heysátan
Dopo i due precedenti capolavori, Agaetis Birjun e ( ), i Sigur Ros ci regalano questo nuovo, emozionante lavoro, Takk; significa Grazie in islandese, ed è ciò che dovremmo dire ogno volta che finiamo di ascoltare una loro canzone. 11 canzoni, per la maggior parte cantate in islandese; in alcune ( Gong, Milano ed Andvari ), invece cantano, come in tutte le tracce di ( ), in Hopelandic.
Takk ha un'anima piuttosto diversa da quella di ( ), ed è molto più vicina alle atmosfere di Agaetis Birjun. Gli episodi più cupi, in questo cd, di limitano a due episodi ( i migliori ) : Sæglópur e Svo hljótt. La batteria è molto più presente rispetto ai precedenti lavori e svolge un ruolo fondamentale all'interno di tutte le canzoni. Questo è un elemento che potrebbe infastidire chi è innamorato del minimalismo delle prime quattro tracce di ( ). Il cantante, Jonsi, decide di puntare quasi completamente sul suo sognante falsetto, ricamando ancora una volta melodie bellissime. Tuttavia, l'uso persistente del falsetto, alla lunga, ad alcuni ascoltatori potrebbe infastidire.
TAKK: E' l'intro del disco, la giusta iniziazione per cominciare il viaggio tra i paesaggi disegnati dalle melodie dei Sigur Ros. E' caratterizzata da tastiere in primo piano, con un accenno di melodia vocale in secondo piano.
GLOSOLI: Il primo singolo. Inizia con delle corpose note di basso, a cui si aggiungono delicatamente dei caryllon ed una batteria "statitica". Jonsi canta una delle sue più belle melodie con il suo inconfondibile falsetto, mentre la sua chitarra produce quel suono avvolgente che tanto abbiamo amato in Agaetis Birjun. Verso il quarto minuto la canzone cambia di registro: Jonsi inizia a salire di tonalità, la batteria si fa sempre più marcata fino ad esplodere entrambe in un' "armonia di frastuono" alla quale si aggiungono delle trame chitarristiche tipo Untitled 8 da ( ). Glosolì riassume perfettamente in se tutta l'essensa di Takk.
HOPPIPOLLA: Il dolce intro pianististico fa pensare subito ad Untitled 3 da ( ). L'entrata del basso e della batteria invece smentiscono subito questa sensazione. Hoppipolla è il brano più gioioso dell'album, quello dove è possibile sentire una natura più Pop. Gli archi sono in primissimo piano e richiamano a certe atmosfere di Staralflur da Agaetis Birjun. E' una delle canzoni di Takk dove Jonsi non canta in falsetto e fa emergere la sua calda voce in tonalità normale.
MEO BLONASIR: E' praticamente la coda di Hoppipolla, con cui forma idealmente un'unica canzone. Le note del piano sono il reverse di quelle di Hoppipolla. Il basso svolge un ruolo fondamentale, mentre il coro di Jonsi forma un tappeto sonoro a cui si aggiungono delle scintillanti note di piano.
SE LEST: E' la traccia dalla struttura più particolare di Takk. Jonsi torna a cantare in falsetto, mentre la batteria, questa volta è solo accennata. MA sono gli archi a rendere indimenticabile questo episodio, più vicino al sound di ( ). Fino ad un certo punto. La canzone infatti ha un'improvvisa apertura melodica fatta dal suono di alcuni caryllon. E' un'apertura davvero commuovente poichè ha qualcosa di infantile. A questi caryllon si aggiungono dei fiati e la canzone diventa un piccolo valzer. E' un brano che sarebbe stato perfetto nella colonna sonora di FANTASIA.
SAEGLOPUR: Il vero capolavoro dell'album, una delle più belle canzoni dei Sigur Ros. Ha al suo interno tutti i motivi per cui si ama questa band. LA canzone inizia con un intro di piano a cui si aggiunge il cantato di Jonsi "a cappella". Tutto questo fino al secondo minuto, dove la canzone cambia completamnte di registro. Il piano si fa sempre più aggressivo e disperato ed entrano chitarra e batteria come fossero delle lame, mentre Jonsi con il suo falsetto ti trasporta in un'altra dimensione. Sei felice di provare quel dolore. Ma la canzone ancora non è finita. Verso il quinto minuto ha un ulteriore cambio di registro. La tempesta di suoni finisce ed entra un dolce piano a scandire il tempo. Siamo completamente immersi nelle lacrime della musica dei Sigur Ros. Morire con queste note, renderebbe la morte più dolce. E mentre Jonsi continua a ricamare la sua dolce, triste e disperata melodia, ecco che entrano gli archi. Il mondo potrebbe anche finire; non te ne accorgeresti.
MILANO: La canzone è nata durante il tour di supporto a ( ) e veniva già suonata già in quei concerti. Ed infatti è la canzone che più si avvicina alle atmosfere di ( ), nonchè la più lunga del Cd ( 10 minuti ). A questo punto dell'album, il falsetto di Jonsi potrebbe iniziare ad infastidire...ma non ci riusciamo di fronte alla bellezza della melodia di questa canzone. Forse la band qui esagera nel manierismo, soprattutto Jonsi...ma vengono le emozioni prima di tutto!
GONG: E' la canzone di ci sono le vere innovazioni sonore della band. Come Milano è stata composta durante il precedente tour, ma ha una personalità che la distingue da tutti i precedenti lavori della band. Inizia con quello che è probabilmente il più bell'intro che la band abbia mai fatto: una tastiera piuttosto cupo a cui si aggiunge un arpeggio di chitarra che poi forma la struttura della canzone. L'elemento innovativo e comunque l'uso della batteria, in cui si possono sentire dei richiami ad un certo tipo di new wawe.
ANDVARI: La perla del disco. La tracciadove è possibile ritrovare il minimalismo delle prime quattro tracce di ( ). Un dolce arpeggio di chitarra sorregge la calda voce di Jonsi. Unico difetto è la coda della canzone, che è un pò troppo lunga e ripetitiva. Ma questi sono solo dettagli di pignoleria!
SVO HLYOTT: Ecco un altro capolavoro. Il giro di piano iniziale è semplicissimo, ma è quanto di più malinconico i Sigur Ros abbiano mai creato. Jonsi si alterna tra voce normale e falsetto, fino a raggiungere l'epicità al terzo minuto della canzone, dove si compie una vera e propria elevazione dello spirito. Sembra di volare. Da questo momento la canzone cambia di registro e si fa cupa avvicinandosi alle atmosfere di delirio di SAEGLOPUR.
HEYSATAN: Conclusione da lacrime per Takk, con questa canzone solo piano e voce. Una ninna nanna che ti prende per mano e ti accompagna nella notte..pronti a svegliarsi 18 seconds before the sunrise come recitava il titolo di una loro canzone.
Canoni consigliate: Glosoli, Saeglopur, Gong, Svo Hlyott.
Di J.Fly

